Recensioni

Collaborazione: “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” di Alec Bogdanovic

Un’ironica storia sulla malattia del nostro secolo

Buona sera a tutti!

Oggi torno con una recensione di un libro che ho letto a fine dicembre e di cui vi ho parlato settimana scorsa su Ig (sì, sono lenta a scrivere 😅). Si tratta dei pensieri di un ragazzo che soffre di depressione, ma tutto è narrato con ironia.

Copertina del libro "Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie" di Alec Bogdanovic

TitoloGli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

Autore: Alec Bogdanovic

Lingua originale: Italiano

Anno di pubblicazione: 2020

Casa editriceRogas edizioni

Genere: narrativa

Pagine: 139

Recensione:

Sono state contenta di ricevere Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie dall’autore, Alec Bogdanovic, perché lo avevo visto su Instagram mi incuriosiva per via del titolo, infatti già nella mia testa avevo provato a immaginare il senso di questa bella citazione a Philip K. Dick.

La voce narrante è quella dello scrittore protagonista, Alec, che vive in un piccolo paesino italiano. Fin dalle superiori ha una vita non soddisfacente, fatta di amicizie che lasciano il tempo che trovano. Ma Alec soffre di depressione, che si aggrava quando scopre di essere impotente.

Se all’inizio la storia poteva sembrare normale, vediamo che Alec crescendo non riesce a cambiare – non ha infatti relazioni positive con donne e amici – e non riesce a guarire. Tuttavia non è un romanzo angosciante perché tutto è narrato in maniera estremamente ironica e non mancano delle frecciatine di denuncia sociale.

Ho apprezzato l’ironia, che fa percepire la catarsi raggiunta dallo scrittore, che però non coincide con quella dell’io narrante, come mi sarei aspettata leggendo la prefazione.

Ci sono alcuni personaggi che non appartengono alla storia di Alec e che appaiono in brevi capitoli. Uno di questi è Gnarf, un uomo primitivo che è un lontano parente del protagonista e che mi è piaciuto perché è un tentativo di inserire questi problemi contemporanei in una dinamica evolutiva e ovviamente ironica, infatti per certi versi mi ha ricordato Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, quando l’autore fa fare alla scimmia alcune commenti “contemporanei”.

L’altro personaggio è la RECENSITRIC* che rappresenta il tipo di lettore che non può amare questo libro e che l’autore, in uno sfondamento della quarta parete, inserisce per difendersi dalle accuse che gli possono essere mosse una volta pubblicato il libro.

Il finale, che spiega il perché del titolo, mi è sembrato un po’ forzato, inserito per spiegare la citazione, che secondo me l’autore avrebbe potuto usare meglio durante la narrazione. Sicuramente, mi ha sorpreso perché, come vi dicevo, avevo una mia idea su come spiegarmi il perché del titolo.

Ve lo consiglio se avete voglia di leggere un libro scritto senza peli sulla lingua, non ve lo consiglio se non amate i libri troppo sboccati o siete molto sensibili a tematiche come femminismo e body shaming perché si tratta di un libro politicamente scorretto, ma, del resto, assistiamo alla vita di un personaggio che fin da giovanissimo ha avuto problemi nel rapportarsi con le donne.

Voto:  ðŸŒ»ðŸŒ»ðŸŒ»

Citazione: “Ed era così che passavamo le giornate, contemplando il nostro destino di bombe disinnescate da un sistema abilissimo a mantenerci tristi, ma mai disperati”

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