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Recensione “La camera azzurra” di Simenon

Quando il desiderio soffoca

Oggi vi propongo la recensione de La camera azzurra di Simenon, autore che amo molto per la sua capacità di indagare l’animo umano. Si tratta di un giallo, ma non ha come protagonista il famoso commissario Maigret.

Foto del libro recensito "La camera azzurra" di Simenon

Titolo: La camera azzurra

Titolo originale: La Chambre bleue

Autore: Georges Simenon

Traduttrice: Marina Di Leo

Casa editrice: Adelphi

Anno di pubblicazione: 2003 (originale: 1964)

Recensione

È difficile parlare de La camera azzurra perché è un giallo e per giunta Simenon lascia il lettore con un dubbio finale.
In estrema sintesi, il libro parla di due amanti sfrenati e di un desiderio covato a lungo, al punto tale di diventare inarrestabile. Ma non è sano, è quasi un’ossessione. Questa è stata una delle cause della tristezza che ho provato una volta terminato il racconto.

I due amanti, Tony e Andrée, son agli antipodi, che inevitabilmente sono due eccessi: lui considera le relazioni con troppa leggerezza, cercando solo il godimento e la soddisfazione del macho, lei dà grande peso al rapporto e alle singole parole. Questa essere antitetici si mantiene sino alla fine, quando Tony il mondo sfuma attorno a lui, mentre Andrée rimane lucida nella sua follia.

🌻

Una tematica interessante, già affrontata da Simenon, ad esempio, ne La morte di Belle è quale sia la verità. Infatti, la verità giudiziaria potrebbe non coincidere con la verità dei fatti, e questo mi ha ricordato molto Il giudice e il suo boia di Durrenmatt.
Al di là della colpevolezza delle parti, la leggerezza delle proprie azioni può essere molto pericolosa e la ricostruzione del caso non sarà clemente, portando finalmente il protagonista a interrogarsi sul senso delle sue azioni.

🌻

L’ambientazione è quella di un piccolo paese vicino a Poitiers. È il classico paesino dove tutti si conoscono da una vita, tutti mormorano e covano le loro piccole vendette. Come sempre, Simenon è estremamente bravo nella caratterizzazione dei personaggi. In poche pagine, riesce a delineare perfettamente la psicologia dei due protagonisti, su cui però non voglio dirvi troppo per non incorrere in uno spoiler.

Le mie impressioni

Questa lettura mi ha riportato alla mente molte altre letture. In primis, La morte di Belle, il primo libro che io ho letto di quest’autore, per via del finale aperto e sospeso, ma anche per la presenza di un piccolo villaggio che sa e giudica.

Una seconda similitudine, anche se molto leggera, è con HH, protagonista di Lolita. In entrambi i casi siamo di fronte a personaggi che narrano in prima persona la loro storia, a volte mescolando il passato con il presente (questo in La camera azzurra è particolarmente evidente), e sulla cui attendibilità viene sempre il sospetto. La similitudine però finisce qui, l’inattendibilità di HH è decisamente palese e lui è un personaggio molto più aberrante.

Sorprendentemente, le ultime parole del libro mi hanno lasciato una sensazione di soffocamento. Chiudendo il libro è stato inevitabile chiedermi “Oddio, cosa ho letto?”. Amaro, a tratti angosciante, e triste, ma molto bello.

Voto: 🌻🌻🌻🌻🌻

Citazione: Non aveva mai sospettato che la vita potesse essere tanto complicata. Che cosa intendeva esattamente lo psichiatra quando parlava di contatto? Lui e Gisèle erano una coppia come tutte le altre, no?

Vi è piaciuta la recensione de “La camera azzurra” di Simenon? Vi ho incuriosito? Ditemelo nei commenti!

2 Commenti

  • Nicole

    Prima o poi vorrei approcciarmi a questo autore anche perchè di questo libro ne ho sentito molto parlare e dalla tua recensione sembra davvero ne valga la pena!

    • libripervivere

      Ciao! Sono contenta di averti incuriosita 🙂 I libri di Simeon non sono mai lunghi, eppure lui è sempre molto attento alla caratterizzazione psicologica dei personaggi, che riesce a rendere bene in poche pagine.

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