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Recensione “Canto della pianura” di Kent Haruf

Un romanzo autunnale

Buongiorno a tutti, in ritardo di qualche ora vi propongo la recensione del Canto della pianura di Kent Haruf, il cui post su Ig lo trovate qui.

Libro oggetto della recensione "Canto della pianura" di Kent Haruf

Titolo: Canto della pianura

Autore: Kent Haruf

Titolo originale: Plainsong

Traduttore: Fabrizio Ascari

Casa editrice: Rizzoli *

Anno di pubblicazione: 2000 (originale 1999)

Pagine: 301

*nel 2015 è stato ripubblicato da NNE con la traduzione di Fabio Cremonesi

Recensione

Le vicende narrate sono quotidiane, è la vita che scorre lenta e inesorabile in un piccolo paese del Colorado, Holt, che, come spesso accade, ha vedute mentali ristrette.

Conosciamo Tom Guthrie, ruvido professore alle prese con una difficile relazione con la moglie e che accudisce i suoi figli, che costituiscono tutto il suo mondo, ma anche i bambini stessi, Ike e Bobby, ingenui, fragili che cercano però di essere grandi svegliandosi al mattino per consegnare i giornali. C’è la professoressa Maggie Jones, forte, (“Sembra che la vita non ti abbia mai sconfitta o impaurita. Sei sempre cristallina, qualunque cosa accada.” dice di lei Tom), porto sicuro per tutti e soprattutto per la diciassettenne e insicura Victoria, altro personaggio che traina la narrazione. La ragazza viene cacciata di casa dalla madre perché incinta, ma è determinata a tenersi il bambino. E poi ci sono gli anziani agricoltori McPheron, rozzi, impacciati, ma e capaci di aprirsi all’altro con generosità.

🌻

Canto della pianura è anche un romanzo corale, nel quale le vicissitudini dei singoli personaggi, narrate in capitoli a loro dedicati, si mescolano. Voci di singoli che si uniscono per narrare la fatica della vita, senza illusioni di eroismo, eppure senza disperazione.

Lo squallore di alcuni personaggi e la descrizione dei luoghi, terrosi e spogli, come quelli di una pianura, mi hanno ricordato l’autunno, ma non solo. Il ritmo lento, infatti, mi ricorda l’avanzare di una stagione caratterizzata da un non repentino mutamento.

Lo stile, scarno e secco, tipico di Haruf, è adatto alle vicende narrate e contraddistingue Holt, anche in altri romanzi.  

Le mie impressioni

Ho letto velocemente questo libro, divorandolo in una serata, e questo è forse dovuto allo stile dell’autore, che va dritto al punto. In più, la lentezza della narrazione mi rendeva curiosa di scoprire cosa sarebbe accaduto ai personaggi. Devo dire però che non ho provato empatia per questi ultimi e non mi hanno emotivamente coinvolto, probabilmente perché sono piuttosto monolitici e statici, ad eccezione dei vecchi McPheron.

Avendo letto altro di Haruf, credo che sia particolarmente bravo a caratterizzare gli anziani, che non risultano mai stereotipati e che in questo libro ho amato, giungendo a ridere in alcuni punti per le loro simpatiche e spontanee uscite.

Considerando che all’inizio della lettura pensavo ci fossero troppi personaggi, se è vero che poi tutto torna, penso anche che non sia riuscito a caratterizzarli bene, mentre un libro come Le nostre anime di notte, avendo meno protagonisti, l’ho trovato più riuscito.

Voto: 🌻🌻🌻

Citazione: I fratelli McPheron le stavano aspettando. Uscirono subito di casa e accolsero le donne nella piccola veranda. Non parlarono, non mossero un dito. Rimasero rigidi e impassibili come figure di gesso ferme nel portico, due statue molto realistiche di santi minori.

Vi è piaciuta la recensione di Canto della pianura di Kent Haruf? Lo avete letto? Siete d’accordo con me oppure no?

6 Commenti

  • Nicole

    Ho visto il film de “le nostre anime di notte” e mi è piaciuto tantissimo. Kent Haruf Mi ispira un sacco come autore e spero di riuscire a leggere qualcosa di suo prima o poi

  • Nicole

    Ho visto il film de “le nostre anime di notte” e mi è piaciuto tantissimo. Kent Haruf Mi ispira un sacco come autore e spero di riuscire a leggere qualcosa di suo prima o poi!

    • libripervivere

      Il film devo ancora recuperarlo, ma il libro mi era piaciuto molto, dolce senza essere però troppo sdolcinato 🙂

  • Arwen Elfa

    Non conosco ne l’autore ne il libro di cui parli in questo post. Grazie per avercene parlato e per l’interessante recensione. Buona continuazione d’autunno

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