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Recensione “Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone

Quotidianità e segreti del villaggio di Fairy Oak

Buona sera! Oggi vi propongo la recensione de “Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone, nuovo libro della saga fantasy per ragazzi Fairy Oak.

Foto del libro oggetto di recensione "Il destino di una fata" di Elisabetta Gnone

Titolo: Fairy Oak – Il destino di una fata

Autrice: Elisabetta Gnone

Lingua originale: Italiano

Anno di pubblicazione: 2021

Casa editrice: Salani

Genere: Fantasy

Pagine: 283

Recensione

Fin dalle prime pagine di questo nuovo romanzo mi sono sentita subito a casa. Mi muovevo disorientata nel villaggio come Felì, vedevo veramente i mille oggetti di casa Periwinkle, sentivo il profumo dei dolci dei Burdock… Tutto questo è merito di un’ottima capacità descrittiva della Gnone, che mi ha permesso di vivere ogni istante, anche apparentemente insignificante, che veniva narrato.

In questo libro ritroviamo la quotidianità e le tradizioni del villaggio con tutti i suoi abitanti, viviamo i momenti di festa e di tristezza, le delusioni e i sogni, e scopriamo i retroscena delle nascite dei ragazzi e di molte storie d’amore, alcune note ed altre no.


Il libro si apre nel Regno delle Rugiade D’Argento, un luogo che non mi aspettavo, e fin da subito emerge la simpatia che caratterizza la fatina tanto amata da tutti gli Oakers, Felì.
Ben presto troviamo tutti i personaggi che conosciamo e ben caratterizzati attraverso piccole scene che rendono meglio di mille parole. In particolare, scopriamo di più di alcuni personaggi secondari, come Dalia e Cicero, ma anche Acanti, Celastro e Agnes. Ho trovato perfino Scarlet un personaggio meno odioso, quando viene detto cosa potrebbe fare da grande.

Felì (e il ruolo della fata tata) è la protagonista di questo romanzo, eppure non è sempre presente. Del resto, le fate tate sono così, presenze anche silenziose che accompagnano i bambini nella loro crescita. Ciò che affiora in primo piano infatti è la vita a Fairy Oak, di cui è stata grande narratrice. Ma sotto la superficie, il libro narra veramente il destino di una fata, che del resto è proprio questo.

Vedendo i ragazzi di Fairy Oak da bambini e poi quindicenni vediamo anche come si interrogano sul loro futuro. Per questo l’insegnamento più importante che possiamo cogliere è l’importanza di inseguire i propri sogni.


Le mie impressioni

Elisabetta parla al lato nostalgico dei vecchi fan come me, e devo dire che dopo aver letto del primo anno di Felì a Fairy Oak mi è venuta voglia di rileggere la trilogia anche se non per un motivo nostalgico, bensì perché l’inizio di Felì a Fairy Oak è descritto così bene che vorresti tanto vedere come poi cresce le bambine, storie che sono narrate nella trilogia.
Invece, coerentemente col titolo del romanzo, si balza subito all’ultimo anno. Essendomi così immersa nel primo anno è stato un colpo al cuore pensare che Felì se ne stava per andare, ma questo credo che mi abbia aiutato a immedesimarmi ancora di più nella fatina.

Mi si è stretto il cuore nel finale e i miei occhi si sono inumiditi, anche se non ricordo precisamente la sensazione che ho avuto quando ho finito Addio, Fairy Oak, credo proprio che sia stata la stessa.



Se il libro precedente, La storia perduta, con cui Elisabetta è tornata a scrivere di Fairy Oak, è servito a creare una nuova storia per coinvolgere anche i nuovi fan, questa sicuramente è una storia per i vecchi fan, come me, e lo si capisce sin dalle parole di Elisabetta nell’introduzione, quando dice che con questo libro vuole rispondere alle domande che le sono state fatte negli anni.
In una intervista Elisabetta ha detto che non è molto intenzionata a scrivere di Fairy Oak e forse lo si può capire anche da questo libro, che tanto ricorda Addio, Fairy Oak. Chissà, forse anche Elisabetta ha avuto bisogno di ricordare a sé stessa di lasciare Fairy Oak, che i ricordi belli possono rivivere nel cuore e nella mente, senza bisogno di mettere su carta nuove storie.

Il mio parere, naturalmente ultra soggettivo, su questo libro è molto più positivo di quello su La storia perduta (che trovate qui) perché qui ho ritrovato tutto il villaggio che conoscevo, adeguatamente mescolato con i nuovi personaggi introdotti in La storia perduta.

Voto: 🌻🌻🌻🌻🌻

Citazione: “Di’ un po’, tu, ma da che parte stai?” Felì sorrise. “La loro” rispose con l’espressione più innocente del mondo, di chi sa essere dalla parte dei bambini per natura.

Avete mai letto Fairy Oak? Volete leggere Il destino di una fata?

2 Commenti

    • libripervivere

      Ciao Nicole, ti consiglio di recuperare almeno la trilogia! La quadrilogia delle 4 sere è bellissima, ma ognuna si può leggere indipendentemente da tutto il resto, quindi volendo uno potrebbe momentaneamente saltarla 🙂

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